Disponibile il nuovo core PX68k su retroArch

Come promesso il team Libretro ha rilasciato un nuovo core retroArch sviluppato in collaborazione con il developer Tatsuya79, si tratta di un porting dell’emulatore PX68k realizzato dallo sviluppatore R-Type.

Il core ci permette di emulare il computer Sharp X68000 sui dispositivi Android/iOS e su PC Windows/Linux e Mac, si tratta di una potente macchina distribuita esclusivamente in Giappone tra il 1987 e il 1993.

Il core MAME ci permetteva già di eseguire questi giochi, tuttavia l’emulazione appariva assai altalenante, ed escludeva anche diverse piattaforme come gli smartphone.

Al di fuori dello sviluppo su retroArch, l’emulatore PX68k ci permetteva di eseguire i giochi a pieno regime, stiamo comunque parlando di un altro porting che prende base dall’emulatore Winx68k, progetto destinato alla console portatile PSP e portato anche su iOS e Android, poi successivamente abbandonato.

Lo sviluppatore R-Type ha deciso di spostare tutto il suo sviluppo in RetroArch, sostituendo la vecchia emulazione a 32 bit con il core di Yabause a 64 bit.

Dopo uno sforzo comune per risolvere vari problemi derivanti da questo cambiamento (grazie a Retro-Wertz), ora dovrebbe trovarsi sullo stesso livello di compatibilità come emulatore originale.

In esecuzione di test su di un vecchio Samsung Galaxy S3, prima con la versione standalone di PX68k riuscivamo a malapena ad emulare una CPU da 16MHz, ora invece abbiamo ottenuto risultati sorprendenti, l’emulazione gira anche 4 o 5 volte più veloce ora.

A parte questo miglioramento, il core PX68k-libretro presenta lo stesso limite della versione originale: manca di emulazione MIDI e del supporto di una tastiera virtuale, dovendo ripiegare su quelli reali in questo momento.

Altri miglioramenti riguardano l’utilizzo della RAM e la possibilità di modificare in tempo reale la velocità della CPU.

Miglioramenti

  • Non si rende più necessario caricare un particolare programma di utilità per definire la quantità di RAM utilizzata dalla macchina, adesso c’è una soluzione di base per questo.
  • Ora è possibile modificare la velocità della CPU in tempo reale.

Questo è utile nel caso di vecchi titoli DOS che potrebbero girare ad una velocità troppo elevata (come ad esempio Arkanoid), in tal caso è possibile rallentare direttamente la velocità della CPU da 25MHz a 10MHz.

Aggiunti anche alcuni step di overclock a 200MHz. Le alte frequenze hanno l’effetto collaterale di accelerare il tempo di caricamento del floppy, che crea un crash su questa macchina (100MHz è già molto più veloce per questo).

Creati nuovi profili per i tasti del gamepad che non sono stati utilizzati più di tanto sul sistema, ma sono ottimi per giochi come Street Fighters II.

Nota: Il core necessita comunque del BIOS, che sono stati resi pubblici da Sharp. Bisogna caricarli nella directory system/BIOS, in una sottodirectory denominata “keropi”. I file iplrom.dat e cgrom.dat sono necessari, ma non è necessario il file sram.dat.

Il tasto L2 o il tasto F12 apre il menu originale di px68k da dove è possibile modificare i dischi inseriti. Questi devono essere decompressi per essere accessibili da questo menu, ma possono essere compressi o archiviati al momento del lancio direttamente da RetroArch.

Dopo il primo avvio dell’emulatore verrà generato un file “config” all’interno della cartella “keropi”, è possibile inserire la cartella rom nella linea “startdir” per renderlo accessibile dal menu di gioco del core PX68k-libretro.

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