GeoHotz: l’inizio!

Per tutti coloro che ancora non conoscono la storia di George Hotz, in arte GeoHot, vogliamo in questo mese, riassumervi, le varie vicissitudini che ha percorso il ragazzo in questi ultimi anni, dal primo hack dell’iPhone, alla scena PS3, fino ai giorni nostri, che vede GeoHot “disoccupato”, dopo la collaborazione con Facebook. George Hotz è sicuramente uno dei personaggi più discussi degli ultimi tempi, ne ha combinate di tutti i colori in questi anni, c’è chi lo ama e chi lo detesta, ma per un ribelle come lui non potrebbe essere diversamente.

Ma partiamo dagl’inizi, dove ancora nessuno lo conosceva,  e un giorno pensò bene di prendere in mano un iPhone e lavorarci sopra,  fino alla scoperta dell’hack che gli permise lo sblocco del dispositivo, facendolo diventare “famoso” a soli diciassette anni.

Correva l’estate del…

2007, quando Apple presentò al mondo il primo iPhone in esclusiva con AT&T. L’unico problema che si presentava al ragazzo, che voleva assolutamente quel gioiellino, fu il fatto di essere un acclamato cliente T-Mobile e non volendo cambiare operatore decise che era arrivato il momento di eseguire il primo vero hack sulla scena iDevice della storia.

Impugnò cacciavite e “pazienza” e iniziò con l’apertura del dispositivo, che risultò abbastanza semplice per uno che di dispositivi ne mastica e non poco. Una volta aperto si ritrovò davanti il processore dell’iPhone, a quel punto il gioco era quasi fatto.

Gli bastò saldare un cavo al chip, applicare tensione e in quel modo riuscì a criptare il codice nascosto del dispositivo, rendendolo vulnerabile, era come avere un dispositivo nudo, riscrivibile a piacimento. A quel punto il gioco era fatto, gli bastò creare un programma che permise all’iPhone di funzionare con qualsiasi operatore.

A quel punto non perse tempo, registrò un video dove mostrava il dispositivo sbloccato, così che tutto il mondo lo potesse vedere e osannare. Il CEO di Certicell gli comprò il dispositivo sbloccato in cambio di una Nissan 350Z e altri tre iPhone.

Ma questo è solo l’inizio…

To Be Continued….

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