Dove sono i veri Hacker?

Questa mattina ho letto un interessante articolo postato da Wololo, famoso sviluppatore sulla scena PS Vita/PSP. L’articolo è stato creato per spiegare le varie difficoltà che incontra oggi un hacker “moderno”: dai costi elevati al poco tempo a disposizione, dai processi lunghi alla poca collaborazione di cui vi abbiamo parlato più volte. Un articolo veramente interessante che andrò a riassumerlo per capirne di più su questo mondo a volte deriso o non considerato a dovere.

L’elemento principale per lo sviluppo dell’hacking vero e proprio di una console o di un dispositivo è …

l’hardware interno. Wololo prende per esempio l’hardware della PS Vita e ci dice che è difficile capirne le vere funzionalità rendendo difficoltoso modificarne i vari dati per arrivare ad un hacking che possa permettere al dispositivo di far girare materiale non firmato.

Gli sviluppatori hanno bisogno di capire tutti i meccanismi della macchina per poi iniziare a pensare come procedere per effettuare una qualsiasi modifica. Tali meccanismi vengono scovati anche dai vari crash che il dispositivo riporta nel tempo, il problema è quello di creare strumenti volti a scovare l’eventuali crash per poi trasformarli in exploit.

Secondo Wololo l’hacking di un dispositivo è solo questione di tempo e soldi, infatti tutto può essere modificato, ma servono persone appassionate e che facciano di tutto per arrivare alla soluzione finale (caratteristica che al momento scarseggia sulla scena PlayStation).

In conclusione da tali parole possiamo comprendere quanto sia difficile studiare una modifica per far girare materiale non firmato, molti si dannano l’anima per farlo altri lo fanno solo per soldi.

 

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