Il caso di Modern Combat: Sandstorm su console PlayStation Vita è diventato in pochi giorni uno degli episodi più discussi della scena homebrew. Il porting, rilasciato solo lo scorso 19 gennaio dallo sviluppatore Rinnegatamante, ha avuto un debutto fulmineo su VitaDB, totalizzando decine di download in poche ore.

Subito dopo, però, l’entry è scomparsa dal database principale, lasciando solo un mirror archiviato e nessun VPK scaricabile direttamente. Una rimozione rapida che ha sollevato domande, ma che per chi segue da tempo il lavoro dello sviluppatore è apparsa subito fin troppo familiare.
La causa è stata la solita e prevedibile pirateria lampo. Non appena il porting è comparso su VitaDB ed è stato intercettato da VitaDB Downloader, alcuni utenti hanno condiviso online i file di gioco completi, estratti dall’APK originale, rendendo il tutto immediatamente accessibile senza possedere una copia legittima.
Rinnegatamante ha sempre chiarito che i suoi porting funzionano caricando l’eseguibile ARMv7 originale insieme ai dati estratti personalmente da un APK acquistato legalmente, ma la diffusione di link diretti ai file ha trasformato il suo lavoro in uno strumento involontario per il warez. A quel punto, la rimozione era praticamente inevitabile.
Coerente con il suo approccio di sempre, lo sviluppatore ha eliminato l’entry da VitaDB per non essere coinvolto indirettamente nella distribuzione illegale, lasciando però attivo il repository GitHub.
Il giorno successivo sono arrivati anche due aggiornamenti del porting, con fix importanti come l’avvio offline. Al di là della polemica, il porting in sé è di grande qualità.
Modern Combat: Sandstorm, FPS Gameloft del 2011, gira su PlayStation Vita caricando l’eseguibile ARMv7 nativo, con supporto ai controlli fisici tramite sistemi di fake touch e prestazioni solide grazie a VitaGL.
I primi video mostrano un gameplay fluido e un’esperienza sorprendentemente fedele all’originale, dimostrando ancora una volta l’abilità tecnica di Rinnegatamante nel porting Android-to-Vita.
La vicenda lascia l’amaro in bocca a molti utenti, ma ribadisce una regola fondamentale della scena homebrew: la pirateria non accelera le release, le fa sparire. Supportare gli sviluppatori significa garantire che progetti di questo livello continuino a esistere.


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