Andy Nguyen, conosciuto nella scena PlayStation con il nome di TheFlow, ha annunciato il proprio allontanamento dalla scena PS5 e la decisione di interrompere il lavoro su PS5-Linux, uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati sulla console Sony.

L’annuncio è arrivato attraverso una serie di messaggi pubblicati sui social e ha colpito particolarmente una comunità che, proprio negli ultimi mesi, aveva assistito a una crescita rapidissima del progetto.
The scene used to be a group of highly talented researchers, but now it is just a bunch of noobs using LLMs and writing hacks they don't even understand. Slop kiddies found the only hypervisor bug left, which I had also found a while ago, and decided to report to Sony.
— Andy Nguyen (@theflow0) September 15, 2026
In poco tempo PS5-Linux era passato dall’essere una prova tecnica estremamente complessa a una soluzione capace di trasformare alcune PS5 in veri e propri PC Linux.
Andy Nguyen e il progetto PS5-Linux
Andy Nguyen è uno dei nomi più conosciuti nella ricerca di sicurezza legata alle console PlayStation e, negli anni, ha contribuito a diversi progetti ed exploit che hanno lasciato il segno nella scena homebrew.
Con PS5-Linux il suo lavoro aveva però raggiunto un livello completamente diverso. L’obiettivo non era semplicemente eseguire qualche applicazione non ufficiale, ma riuscire a portare Linux direttamente sull’hardware della PS5 sfruttando vulnerabilità dell’hypervisor della console.
Il progetto è arrivato a supportare numerosi firmware, fino alla versione 7.61, rendendo compatibili anche le PS5 Slim. La repository ufficiale documenta una piattaforma Linux capace di utilizzare CPU e GPU della console, uscita HDMI fino a 4K a 60 Hz, porte USB, Ethernet, Bluetooth e persino un SSD M.2 dedicato a Linux.
La portata del progetto era diventata evidente anche sul fronte gaming. Una delle dimostrazioni più impressionanti aveva mostrato GTA V Enhanced eseguito su PS5 attraverso Linux, con ray tracing e frame rate elevato.
La trasformazione della console in una sorta di Steam Machine aveva inevitabilmente alimentato l’immaginazione della comunità. Non si trattava quindi più soltanto di una PS5 modificata, ma di una macchina x86 capace di avvicinarsi sempre di più a un normale PC da gioco.
La crescita di PS5-Linux era stata particolarmente evidente durante l’estate. Dopo il supporto iniziale alle PS5 Phat, il progetto aveva raggiunto firmware sempre più recenti, fino ad arrivare al 7.61, versione particolarmente importante perché presente anche sulle PS5 Slim.
Nel frattempo erano arrivati nuovi driver e un supporto hardware sempre più completo. Il progetto aveva iniziato a gestire anche Ethernet, Bluetooth e lettore Blu-ray, mentre le immagini Linux disponibili comprendevano Ubuntu, Arch, Fedora, Debian, CachyOS, Bazzite, Proxmox e persino SteamOS.
Era un percorso che sembrava tutt’altro che concluso e sempre secondo quanto raccontato da Nguyen, il lavoro avrebbe dovuto proseguire anche sulla PS5 Pro, con l’idea di arrivare a un rilascio pubblico nel 2027. Poi qualcosa si è rotto.
Nel suo annuncio, Nguyen ha spiegato di voler abbandonare la scena PS5 e di interrompere il proprio lavoro su Linux per la console. Il tono dei suoi messaggi è stato particolarmente duro.
Il ricercatore ha raccontato di aver investito mesi della propria vita nel progetto, compreso il lavoro necessario per completare il supporto alla PS5 Pro, ma di aver visto andare tutto in fumo a causa di quello che considera un cambiamento negativo all’interno della scena.
Secondo la sua ricostruzione, la comunità che in passato era composta principalmente da ricercatori esperti sarebbe stata progressivamente affiancata da persone che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale e realizzano exploit senza comprenderne realmente il funzionamento.
Nguyen ha utilizzato il termine “slop kiddies”, una variante moderna del più conosciuto “script kiddies”, per descrivere questo fenomeno. Il punto più delicato riguarda però una vulnerabilità dell’hypervisor.
Secondo quanto raccontato dallo stesso Nguyen, alcuni ricercatori avrebbero individuato quello che lui considera l’ultimo bug importante rimasto nell’hypervisor della PS5, una vulnerabilità che sostiene di aver scoperto in precedenza.
La comunità avrebbe inizialmente concordato di non rendere pubblico l’exploit prima dell’uscita di GTA 6, così da evitare di compromettere la possibilità per gli utenti di acquistare legalmente il gioco e continuare contemporaneamente a utilizzare Linux sulla console. L’accordo, sempre secondo la versione fornita da Nguyen, non sarebbe però durato.
Il bug sarebbe stato infine utilizzato e, con esso, sarebbe stata compromessa una delle ultime possibilità che il ricercatore riteneva fondamentali per il futuro del progetto.
La situazione non significa necessariamente che il codice già pubblicato scompaia o che PS5-Linux smetta immediatamente di funzionare.
Il progetto è infatti già pubblico e comprende loader, patch, strumenti e immagini Linux che possono essere utilizzati sulle console compatibili. La repository ufficiale continua a documentare il funzionamento del sistema e il supporto ai firmware già raggiunti. Il problema è un altro: chi porterà avanti lo sviluppo?
Il ritiro di Nguyen lascia un vuoto importante proprio nel momento in cui il progetto sembrava avere ancora enormi margini di crescita.
La PS5 Pro rappresentava il passo successivo più ambizioso e, almeno secondo quanto raccontato dallo stesso ricercatore, il lavoro su quel fronte era già nei suoi piani.
Senza il suo coinvolgimento, non è possibile sapere se altri sviluppatori raccoglieranno il testimone e continueranno a lavorare sull’infrastruttura già realizzata.
La vicenda ha anche riportato alla luce un problema che non riguarda soltanto la PS5. Nelle comunità dedicate al reverse engineering e all’hacking delle console, le vulnerabilità rappresentano spesso risorse estremamente delicate.
Scoprire un bug non significa necessariamente doverlo rendere pubblico immediatamente: in molti casi la tempistica può determinare quanto a lungo una vulnerabilità rimarrà utilizzabile e quali progetti potrà ancora rendere possibili. È proprio questo l’aspetto che sembra aver maggiormente amareggiato Nguyen.
Il termine è cambiato nel corso degli anni, passando dagli “script kiddies” agli “slop kiddies”, ma il problema descritto rimane sostanzialmente lo stesso: utilizzare strumenti e codice sviluppati da altri senza comprenderne fino in fondo il funzionamento e, soprattutto, senza considerare le conseguenze che può avere la pubblicazione o l’utilizzo prematuro di una vulnerabilità.
Per la scena PlayStation, l’uscita di Andy Nguyen rappresenta senza dubbio un momento importante. PS5-Linux aveva dimostrato qualcosa che fino a pochi mesi fa sembrava quasi fantascienza: una console Sony moderna poteva essere trasformata in una macchina Linux capace di sfruttare una parte significativa del proprio hardware e di avvicinarsi all’esperienza di un vero PC gaming.
Le immagini Linux pubblicate dal progetto e il supporto hardware raggiunto testimoniano quanto lontano fosse arrivato il lavoro. Ora, però, il futuro è molto meno chiaro.
Il codice già pubblicato resta disponibile e la tecnologia sviluppata non scompare dall’oggi al domani. Ma senza Nguyen e con una vulnerabilità che, secondo la sua stessa ricostruzione, sarebbe stata bruciata prematuramente, il percorso verso una PS5 Pro completamente supportata e verso una piattaforma Linux sempre più libera dalle limitazioni di Sony diventa inevitabilmente più incerto.
Resta quindi da capire se qualcun altro sarà disposto a raccogliere il testimone.
Perché il sogno di trasformare la PS5 in un PC Linux non era soltanto una dimostrazione tecnica. Era la possibilità di guardare all’hardware Sony da una prospettiva completamente diversa, sfruttandone la potenza al di fuori dei confini imposti dal sistema operativo ufficiale. Ed è forse proprio questo il motivo per cui l’addio di TheFlow lascia un vuoto così grande nella scena.
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Ultimo aggiornamento 2026-10-14 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API






Lo capisco, e devo dire anche a me sta passando la voglia di lavorare su switch a causa della mole di hombrew scritti con AI di cui gli autori non capisco bene o male nulla. Non demonizzo in toto l’uso di AI ma sta sparendo la voglia di capire, di sfidare se stessi, di investire mesi di lavoro per accrescere la scena e se stessi