Il nuovo aggiornamento in pre-release di minute_minute conferma ancora una volta il ruolo centrale che questo strumento ha nella scena homebrew Wii U, soprattutto tra gli utenti più esperti che lavorano su configurazioni avanzate basate su ISFShax e StroopwafelCFW.

Non si tratta semplicemente di un tool accessorio, ma di un componente profondo e strutturale della catena di avvio della console, capace di intervenire nei primissimi istanti di accensione e di influenzare direttamente il comportamento del sistema.
Nel tempo, minute_minute si è affermato come una soluzione ibrida e particolarmente potente: da un lato può sostituire il boot1, assumendo quindi un ruolo critico nella fase iniziale di boot, dall’altro offre un ambiente operativo essenziale per la gestione dei backup, il ripristino della memoria interna e la configurazione di scenari avanzati come la redNAND.
Questa doppia natura lo rende uno strumento prezioso non solo per chi vuole mettere in sicurezza la propria console, ma anche per chi sperimenta setup complessi senza compromettere in modo irreversibile il sistema.
Il progetto si ispira per filosofia a soluzioni storiche come BootMii su Wii, ma è stato adattato alle complessità hardware e software della Wii U, molto più articolata nella gestione dell’IOSU e del flusso di avvio.
Tra le sue funzioni più rilevanti troviamo infatti il patching e l’avvio controllato dell’IOSU, che rappresenta il cuore del sistema operativo della console, insieme alla possibilità di creare e ripristinare backup completi della memoria interna.
Tutto questo avviene attraverso un’interfaccia volutamente essenziale, pensata più per la funzionalità che per l’estetica. Il sistema è utilizzabile anche senza controller, con una navigazione basata sui tasti fisici della console: POWER per scorrere le opzioni ed EJECT per confermare, mantenendo l’accesso anche in scenari critici in cui altri input non sono disponibili.
L’output video in 1080p sul TV rende comunque leggibili tutte le operazioni, pur restando un ambiente chiaramente tecnico e orientato a utenti consapevoli.
Un elemento fondamentale dell’intero ecosistema è il file di configurazione minute.ini, che permette di automatizzare completamente il comportamento del bootloader.
Attraverso le opzioni di autoboot è possibile definire quale voce avviare automaticamente e impostare tempi di attesa personalizzati, rendendo l’avvio della console altamente flessibile e adattabile a qualsiasi configurazione.
La novità principale introdotta in questa pre-release riguarda proprio l’ottimizzazione della gestione energetica dell’hardware durante il boot.
La versione 2.11 introduce una logica più raffinata per il controllo del lettore ottico e della cache, permettendo di accendere il drive il più tardi possibile e di dare priorità all’inizializzazione del bus SATA o dell’HDD.
A questo si aggiunge la nuova opzione “odd_power” nel file di configurazione, che consente di disattivare completamente l’alimentazione del lettore ottico durante l’avvio.
Il risultato pratico è immediato: un boot più pulito, più ordinato e soprattutto più silenzioso, eliminando il classico rumore di inizializzazione del drive. Tuttavia questa funzione non è priva di rischi, perché su alcune console può generare instabilità al cold boot, specialmente dopo lunghi periodi di spegnimento.
Per questo motivo viene consigliato l’utilizzo con attenzione e in combinazione con versioni aggiornate di ISFShax, dalla 5.1 in poi, che garantiscono una gestione più stabile della sequenza di avvio.
Anche se si tratta di un aggiornamento relativamente piccolo, il suo impatto è significativo: migliora l’esperienza quotidiana, rafforza la stabilità del boot chain e rende ancora più raffinati i setup moderni della Wii U, in particolare quelli senza lettore ottico o orientati a configurazioni compatte e silenziose.
In un’epoca in cui la Wii U è ormai considerata una console “storica”, questo tipo di sviluppo dimostra quanto la community continui a lavorare con precisione quasi artigianale, perfezionando ogni dettaglio e mantenendo vivo un ecosistema tecnico ancora sorprendentemente attivo.
Avvio automatico (Autobooting)
L’avvio automatico può essere configurato nella sezione [boot] del file minute/minute.ini. Impostare l’opzione autoboot sul numero (a partire da 1) della voce del menu che desideri avviare automaticamente.
Il valore 0 disattiva l’avvio automatico, è possibile impostare un timeout in secondi tramite l’opzione autoboot_timeout (il valore predefinito è 3 secondi).
Se non viene inserita alcuna scheda SD, ma minute è stato caricato dalla SLC e la directory slc:/sys/hax/ios_plugins esiste, minute tenterà di eseguire l’avvio automatico dalla SLC (prima opzione nel menu di minute).
Quando viene effettuato un reload dell’IOSU, minute eseguirà automaticamente l’ultima opzione avviata. Per disabilitare questo comportamento, impostare autoreload=false nella sezione [boot].
redNAND
redNAND consente di sostituire una o più memorie interne della Wii U (SLCCMPT, SLC, MLC) con partizioni presenti sulla scheda SD. La funzione è implementata in stroopwafel, ma la configurazione avviene tramite minute. Le partizioni SLC e SLCCMPT vengono gestite senza dati ECC/HMAC.
Per preparare la scheda SD all’uso con minute, è possibile usare l’opzione Format redNAND nel menu Backup and Restore oppure partizionare manualmente la scheda da PC.
Format redNAND
L’opzione Format redNAND cancellerà la partizione FAT32 e la ricreerà più piccola per fare spazio alle partizioni redNAND. Se la partizione è già abbastanza piccola, non verrà modificata.
Tutte le altre partizioni verranno eliminate e verranno create tre partizioni redNAND, su cui sarà clonato il contenuto dei dispositivi reali.
Partizionamento manuale
Non è necessario creare tutte e tre le partizioni: basta creare solo quelle che si desidera reindirizzare. La prima partizione nell’MBR (non necessariamente in ordine fisico) deve essere quella FAT32.
Le partizioni redNAND possono seguire in qualsiasi ordine, ma non devono essere la prima. Solo le partizioni primarie sono supportate.
Il tipo di partizione viene identificato dal suo ID (file system type):
- SLCCMPT:
0x0D - SLC:
0x0E(FAT16 con LBA) - MLC (con SCFM):
0x83(Linux ext2/ext3/ext4) - MLC (senza SCFM):
0x07(NTFS)
Windows non permette la creazione di più partizioni su una scheda SD tramite Gestione Disco, quindi si raccomanda l’uso di software esterni come MiniTool Partition Wizard. Le partizioni SLC devono essere esattamente di 512MiB (1048576 settori).
Per scrivere un’immagine SLC.RAW da minute o un slc.bin da nanddumper, è necessario prima rimuovere i dati ECC. Se si vuole usare un’immagine MLC esistente da una console da 32 GB, la partizione MLC deve essere esattamente di 60948480 settori.
SCFM
SCFM è una cache di scrittura a livello blocco per la MLC che risiede sulla SLC. Questo crea un legame tra SLC e MLC, che devono restare coerenti. Non è possibile ripristinare una senza l’altra.
Di conseguenza, non si può usare una MLC red con una SLC di sistema (sys) o viceversa, a meno che non venga esplicitamente abilitato, per evitare danni alla NAND di sistema.
Comunque è possibile effettuare un reindirizzamento solo della MLC disabilitando SCFM, ma ciò richiede una MLC coerente anche senza SCFM. Questo può essere ottenuto ricostruendo una nuova MLC sulla redNAND oppure usando un dump MLC ottenuto dal recovery_menu.
È necessario formattare la partizione in NTFS prima di scrivere il backup per assegnare l’ID corretto. I cloni MLC ottenuti tramite Format redNAND o mlc.bin da nanddumper richiedono SCFM attivo.
OTP
Se sulla scheda SD è presente un file chiamato redotp.bin, questo verrà usato al posto dell’OTP reale (otp.bin, necessario ad esempio per Defuse). Il reindirizzamento OTP richiede anche il reindirizzamento di SLC, SLCCMPT e MLC.
SEEPROM
Il reindirizzamento SEEPROM funziona in modo simile all’OTP: viene cercato un file redseeprom.bin. Tuttavia, se l’IOSU apporta modifiche alla SEEPROM, queste modifiche non verranno salvate nel file e andranno perse al riavvio.
La chiave del lettore disco non viene reindirizzata e viene sempre letta dalla SEEPROM reale.
Configurazione redNAND
La configurazione avviene tramite il file sd:/minute/rednand.ini. Nella sezione [partitions] è possibile indicare quali partizioni redNAND utilizzare. Le partizioni non utilizzate possono essere omesse, ma minute avviserà se ne rileva una non configurata.
Nella sezione [scfm] si configurano le opzioni SCFM. L’opzione disable disabilita SCFM (necessario per il solo reindirizzamento MLC). Minute controllerà anche se il tipo della partizione MLC corrisponde a questa impostazione.
L’opzione allow_sys consente configurazioni che renderebbero incoerente il sistema SCFM, ma è fortemente sconsigliata: può causare danni e perdita di dati sulla NAND di sistema.
È anche possibile disabilitare la crittografia per la partizione MLC redNAND usando disable_encryption. La MLC di sistema può essere montata come dispositivo USB per trasferire dati tra sysNAND e redNAND.
Per configurare correttamente un redNAND solo MLC, è possibile seguire questa guida su GBAtemp: How to setup redNAND.
Changelog
- Migliorata la gestione dell’ODD / cache.
Changelog completo: v2.10...minute_minute-20260411-223021
Modifiche (incluse le prerelease)
- Modificato il momento in cui viene attivata l’alimentazione del lettore disco (ODD).
- Abilita l’alimentazione ODD il più tardi possibile per il lettore disco.
- Abilita l’alimentazione ODD il prima possibile per l’HDD.
- Aggiunta l’opzione
odd_powerin minute.ini, predefinita su true. Quando impostata su false, minute non attiva l’alimentazione dell’ODD.
Fino a (incluso) ISFShax 5.0, l’alimentazione del lettore disco viene attivata dal superblock ISFShax. Queste modifiche avranno effetto solo con ISFShax 5.1 e versioni successive.
IOSU attiva l’alimentazione del drive. Impostare odd_power su false impedirà al drive di fare rumore due volte. Tuttavia, alcune console vanno in crash a freddo se l’alimentazione dell’ODD non è stata attivata prima.
In quel caso è necessario che minute attivi l’alimentazione del drive (impostando true o lasciando l’opzione non specificata). Così facendo, il drive emetterà un rumore aggiuntivo quando minute attiva l’alimentazione.
Con stroopwafel v2.2 (a causa del boot più veloce), questo rumore viene interrotto, perché IOSU inizializza i drive poco dopo, causando il secondo (rumore completo). Questo comportamento è simile a quello stock, dove anche boot1 attiva l’alimentazione del drive. Tuttavia, poiché stroopwafel introduce un piccolo ritardo, il primo rumore risulta più evidente.
Download: boot1.img
Download: fw.img
Download: fw_fastboot.img
Download: Source code minute_minute v2.11
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