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Gezine fa avanzare il jailbreak su PS5: dlsym nello shellcode apre a exploit più stabili e complessi

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Il developer Gezine ha compiuto un passo tecnico fondamentale che avvicina in modo concreto gli utenti ad exploit più stabili e potenti. La notizia, diffusa attraverso un post su X, ha fatto rapidamente il giro della community, suscitando interesse e discussioni tra sviluppatori e appassionati.

In termini semplici, Gezine è riuscito a far funzionare correttamente la funzione dlsym all’interno dello shellcode dell’exploit. Questa funzione, cruciale per chi lavora sul jailbreak, permette di caricare dinamicamente librerie e funzioni a runtime.

Fino ad oggi, molti exploit userland per PS5, in particolare quelli basati su Lua come Luac0re, soffrivano di limitazioni proprio perché non riuscivano a risolvere in modo affidabile le funzioni di sistema direttamente dallo shellcode.

Per ottenere questo risultato, Gezine ha utilizzato una tecnica classica nel mondo della sicurezza informatica chiamata Return-Oriented Programming (ROP).

Attraverso specifici “gadget”, come la sequenza “call rbx; ret”, è riuscito a incapsulare correttamente le chiamate di funzione, rendendo l’exploit molto più stabile e affidabile.

Questo significa che ora è possibile costruire payload più complessi e robusti, inclusi quelli che richiedono accesso a syscall privilegiate, normalmente riservate ai livelli più profondi del sistema.

Attualmente, Luac0re rappresenta il progetto principale della scena PS5. Grazie a un exploit JIT, consente di eseguire codice nativo arbitrario in userland anche su firmware relativamente recenti, fino alla versione 13.00.

Questo apre già oggi le porte a homebrew, emulatori leggeri, strumenti FTP, cheat engine di base e backup manager. Sui firmware più vecchi, invece, ci sono exploit consolidati come BD-JB e Y2JB, che offrono funzionalità più avanzate e stabili, avvicinandosi a ciò che era possibile su PS4 con soluzioni come GoldHEN.

Un concetto chiave emerso nelle discussioni è l’eboot wrapper. Le versioni più recenti del firmware PS5 hanno introdotto restrizioni sulle syscall sensibili e sui socket non-AF_UNIX.

Per aggirarle senza compromettere la stabilità del sistema, gli sviluppatori creano dei wrapper che sfruttano l’eboot.elf dei giochi o ne simulano il comportamento. Questo approccio permette di eseguire chiamate delicate in modo sicuro, ma aggiunge complessità ai payload.

Cosa significa tutto questo per chi sogna un jailbreak completo in stile PS4? Il livello userland è già molto avanzato grazie a Luac0re, e con i progressi di Gezine le possibilità aumentano costantemente.

Il vero tassello mancante resta il kernel exploit su firmware più aggiornati, necessario per avere accesso completo al sistema. La community, però, è ottimista: i continui aggiornamenti e le proof-of-concept condivise dimostrano che la distanza dal traguardo si sta riducendo.

Per chi possiede una PS5 con firmware fino alla versione 13.00, il consiglio è di rimanere offline e seguire attentamente gli sviluppi della scena tramite sviluppatori e community dedicate.

Chi si trova su firmware più recenti deve avere pazienza, ma può confidare che il lavoro degli sviluppatori sta procedendo con costanza e determinazione.

Alcune parti di questo articolo sono state generate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

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Ultimo aggiornamento 2026-06-08 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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