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PS5 diventa una Steam Machine: Linux e GTA 5 con ray tracing grazie al developer TheFlow

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La scena homebrew legata alla console PlayStation 5 continua a dimostrare quanto potenziale nascosto si trovi all’interno dell’hardware della console di casa Sony.

In questi ultimi giorni, uno dei nomi più noti del modding PlayStation, Andy Nguyen, ha pubblicato un breve video che ha immediatamente attirato l’attenzione della community.

Nel filmato mostra una console PlayStation 5 avviare una distribuzione Linux, aprire Steam e lanciare addirittura Grand Theft Auto V con tanto di ray tracing attivo.

Il risultato è sorprendente: una console progettata esclusivamente per eseguire software firmato da Sony viene trasformata in qualcosa di molto simile a una Steam Machine, cioè un piccolo PC dedicato al gaming basato su Linux e sulla piattaforma di Valve.

Nel video pubblicato sui social, Nguyen mostra la console che esegue una distribuzione Linux con un’interfaccia simile a Ubuntu. Da lì apre Steam e avvia GTA V nella sua versione PC migliorata, con riflessi e illuminazione avanzata grazie al ray tracing.

Le immagini mostrano sequenze di guida per le strade della città con prestazioni sorprendentemente fluide, dimostrando come l’hardware della console sia in grado di gestire senza problemi un carico grafico tipicamente associato al gaming su PC.

Alla base di questo risultato c’è un exploit particolarmente potente chiamato Byepervisor, sviluppato dalla community PS5Dev. Si tratta di un exploit a livello di hypervisor, cioè uno dei livelli più profondi e protetti del sistema della console.

Ottenere questo tipo di accesso significa avere il controllo quasi totale della macchina, rendendo possibile caricare codice personalizzato, eseguire un kernel Linux modificato e utilizzare driver grafici compatibili con le tecnologie moderne utilizzate dai giochi PC.

Grazie a questo accesso avanzato, la PS5 può avviare Linux e sfruttare le API grafiche moderne come Vulkan o OpenGL. A quel punto entra in gioco Proton, lo strato di compatibilità sviluppato da Valve che permette ai giochi Windows di funzionare su Linux.

Attraverso questa combinazione di tecnologie diventa possibile eseguire titoli PC direttamente sulla console. Nel caso mostrato da Nguyen, GTA V gira con prestazioni molto buone, probabilmente intorno ai 60 fotogrammi al secondo con una risoluzione che si aggira tra i 1080p e i 1440p, magari con qualche forma di upscaling.

La GPU AMD “Oberon” della PlayStation 5 riesce persino ad abilitare alcune funzionalità di ray tracing come riflessi più realistici e un’illuminazione globale migliorata.

Nonostante l’entusiasmo generato dal video, questa possibilità è però limitata a una fascia molto ristretta di console. L’exploit Byepervisor funziona soltanto su firmware estremamente vecchi della PS5, generalmente quelli delle prime versioni rilasciate al lancio della console, indicati come firmware 1.xx o 2.xx.

In pratica si tratta di console mai aggiornate oppure rimaste intenzionalmente su versioni di sistema molto basse. Sony ha infatti corretto queste vulnerabilità nelle versioni successive del firmware, rendendo impossibile replicare l’operazione sulle console aggiornate.

Anche dal punto di vista tecnico l’operazione non è alla portata di tutti. Installare l’exploit, configurare l’ambiente e avviare Linux richiede competenze avanzate nel campo del modding e dello sviluppo.

Al momento non esiste un metodo semplice o automatizzato per trasformare qualsiasi PS5 in una macchina Linux pronta all’uso.

Nonostante questi limiti, la dimostrazione è estremamente significativa perché mette in luce quanto sia potente l’hardware della PS5 quando non è limitato dal software proprietario.

Una console sbloccata potrebbe diventare una piattaforma ideale per molti utilizzi alternativi: dall’emulazione avanzata all’homebrew, fino all’esecuzione di giochi PC tramite Steam e Proton.

Non è difficile immaginare scenari in cui titoli moderni come Cyberpunk 2077 o Elden Ring possano essere eseguiti sulla console in ambiente Linux.

Per ora, tuttavia, questo esperimento rimane soprattutto una dimostrazione tecnica e un esempio del talento della scena modding. Se in futuro verranno scoperti nuovi exploit a livello di hypervisor per firmware più recenti, potrebbe aprirsi una nuova fase per l’homebrew su PS5.

Nel frattempo il lavoro di Andy Nguyen conferma ancora una volta il suo ruolo centrale nella storia del modding PlayStation, iniziata anni fa con altre piattaforme Sony e continuata fino all’attuale generazione di console.

Alcune parti di questo articolo sono state generate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

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