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PS5 e PKG: Flat_z avvia lo studio che potrebbe portare ai file FPKG online

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Flat_z, figura storica e molto rispettata della scena hacking PlayStation, ha annunciato di aver avviato uno studio approfondito sul formato PKG della PlayStation 5.

Per chi segue la scena da anni, il nome non è nuovo: su PS4 è stato uno dei protagonisti grazie a strumenti fondamentali come il Remote Package Installer e a contributi tecnici che hanno reso possibile un ecosistema fpkg solido e accessibile.

I file PKG rappresentano il cuore della distribuzione dei contenuti su console Sony. Giochi, aggiornamenti, DLC e patch vengono veicolati attraverso pacchetti fortemente protetti da crittografia, firme digitali e controlli di licenza.

Proprio queste protezioni rendono il formato estremamente difficile da analizzare e replicare fuori dall’ambiente ufficiale. Gli fpkg, ovvero i “fake PKG” creati dalla community, sono versioni modificate che permettono l’installazione di giochi e contenuti su console con jailbreak.

Su PS4 questo sistema è ormai maturo, comodo e largamente utilizzato, anche grazie alla possibilità di installare pacchetti direttamente via rete senza passare da supporti USB.

Su PS5 la situazione è molto più complessa. Sony ha rafforzato ulteriormente le difese, introducendo una struttura interna basata su hash invece di stringhe leggibili, un parser di comandi estremamente articolato e controlli molto più severi a livello di kernel e hypervisor.

Ed è proprio su questi meccanismi che flat_z ha iniziato a concentrarsi, analizzando in dettaglio come la console legge, valida ed esegue i file PKG.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: arrivare, un giorno, a un sistema di fpkg online per PS5, simile a quello che esiste su PS4, capace di generare e installare pacchetti fake direttamente dalla console, senza passaggi intermedi da PC o chiavette.

Lo stesso sviluppatore ha però mantenuto un approccio estremamente realistico. Il lavoro è complesso, richiede molto tempo e le protezioni implementate da Sony rendono ogni passo lento e delicato.

Flat_z ha anche chiarito di avere poco tempo libero da dedicare al progetto e che potrebbero volerci mesi, se non un anno o più, prima di vedere risultati concreti e pubblici.

Altri membri noti della scena, come Echo Stretch, hanno confermato che il lavoro è reale e in corso, sottolineando però che non ci saranno sviluppi rapidi.

Secondo alcune ipotesi, un eventuale supporto fpkg PS5 potrebbe richiedere un aggiornamento profondo degli strumenti attuali o addirittura la nascita di un nuovo HEN specifico.

Se questo studio dovesse arrivare a maturazione e venisse documentato in modo approfondito, come già accaduto in passato su PS4, le conseguenze per la scena PS5 sarebbero enormi.

Si aprirebbe la strada all’installazione diretta di giochi PS5 e PS4 modificati, al supporto completo per aggiornamenti e DLC fake e a una gestione molto più semplice e pulita dei contenuti rispetto ai metodi attuali, ancora basati su dump di file e soluzioni parziali.

Al momento, infatti, le PS5 con jailbreak consentono già l’esecuzione di backup PS4 in formato fpkg su firmware bassi, grazie a porting e tool come etaHEN. I giochi nativi PS5 restano però fortemente limitati, e un vero supporto fpkg nativo rappresenterebbe un cambiamento radicale dello scenario.

Anche se siamo ancora lontani da una release pubblica, l’annuncio di flat_z è uno dei segnali più concreti che la scena PS5 non è ferma.

La console resta altamente protetta, ma il lavoro di ricercatori esperti dimostra che, con pazienza e competenza, è possibile continuare a fare progressi. La strada è lunga, ma l’interesse è alto e l’evoluzione della scena resta tutta da seguire.