Il developer John Törnblom cerca di dare una nuova scossa alla scena PS5 a pochi giorni dal Natale 2025 con un contributo tecnico che ha immediatamente attirato l’attenzione di sviluppatori e appassionati, pur restando al momento confinato all’ambito sperimentale e al codice sorgente.

All’interno della repository open source ps5-payload-dev/sdk è stato infatti aggiunto un nuovo sample dimostrativo che descrive e documenta un possibile metodo per installare fake SELF direttamente nella ShellUI, ovvero la dashboard principale della PlayStation 5.
Nice!!!https://t.co/Hw8ScILtXC
— Echo Stretch (@StretchEcho) December 20, 2025
Non si tratta di una funzione già “visibile” o utilizzabile dall’utente finale, ma di un esempio teorico e pratico a livello di codice che rappresenta un passo avanti importante verso un’integrazione più profonda delle applicazioni homebrew nel sistema della console.
Il nuovo sample, chiamato “install_app”, include tutto il necessario per comprendere il flusso tecnico dell’operazione: file di compilazione come il Makefile, il codice sorgente in C per l’eboot e il payload, oltre a uno script Python pensato per generare eseguibili fake.
L’obiettivo non è fornire una soluzione pronta all’uso, ma mostrare agli sviluppatori come potrebbe funzionare l’installazione di eseguibili non firmati direttamente a livello di interfaccia di sistema.
Questo approccio chiarisce come, almeno in teoria, applicazioni homebrew potrebbero un giorno comparire nella dashboard della PlayStation 5 senza dover essere avviate manualmente tramite payload temporanei a ogni riavvio.
Si tratta di un concetto ancora in fase embrionale, ma estremamente rilevante dal punto di vista architetturale, perché tocca uno degli aspetti più ambiti della scena: la persistenza e l’integrazione nativa.
La reazione della community non si è fatta attendere. Echo Stretch, uno degli sviluppatori più attivi e seguiti nell’ambiente PS5, ha condiviso il link alla repository con entusiasmo, dando il via a numerose discussioni.
Tra i commenti più autorevoli, zecoxao ha sottolineato come si tratti chiaramente di un punto di partenza, ma non ancora paragonabile ai fake PKG completi che in passato hanno rappresentato una svolta per la scena PS4.
Altri utenti hanno espresso la speranza che questo tipo di lavoro possa, in futuro, essere esteso anche a firmware più recenti come il 10.40 o l’11.60, attualmente privi di exploit kernel completi.
L’interesse intorno a questo aggiornamento nasce dal fatto che l’installazione permanente di homebrew e contenuti personalizzati sulla dashboard è da sempre uno degli obiettivi principali del jailbreak PS5.
Oggi strumenti come etaHEN e Kstuff permettono l’accesso kernel e l’installazione di fPKG, ma molte applicazioni richiedono ancora procedure ripetitive, riavvii o avvii manuali. I fake SELF, ovvero eseguibili non firmati da Sony, rappresentano il mattone fondamentale su cui costruire soluzioni più evolute.
Anche se al momento si parla solo di codice in repository e non di una funzione realmente disponibile, questo lavoro apre prospettive concrete. Da un lato, la possibilità futura di integrare applicazioni homebrew direttamente nel menu principale della PS5.
Dall’altro, una potenziale riduzione della dipendenza da jailbreak tethered e payload temporanei. Il contributo di John Törnblom, insieme a quello di altri sviluppatori come Echo Stretch, continua così a spingere i limiti dell’SDK PS5 e a gettare le basi per soluzioni più mature, come eventuali fake PKG completi.
Alla fine del 2025, il jailbreak PS5 rimane comunque legato a vincoli ben precisi. L’accesso kernel completo è disponibile solo fino a firmware intorno al 10.01 e il jailbreak resta di tipo tethered, quindi da riattivare a ogni riavvio della console.
Per questo motivo, viene ancora consigliato l’uso di console dedicate esclusivamente all’offline, per ridurre il rischio di ban dal PlayStation Network. Gli strumenti di riferimento restano etaHEN come homebrew enabler, Kstuff per l’accesso kernel e ItemzFlow per la gestione dei contenuti.
Chiunque sia interessato ad approfondire o a seguire l’evoluzione di questo progetto può farlo direttamente su GitHub, dove è disponibile il codice sorgente completo del sample e dell’SDK PS5.
La repository rappresenta il punto di riferimento ufficiale per monitorare aggiornamenti, modifiche e nuovi contributi, oltre a offrire una base solida per chi vuole studiare o partecipare attivamente allo sviluppo.
Come sempre, qualsiasi modifica alla console comporta rischi di instabilità e, nei casi peggiori, di brick. Affidarsi alle fonti ufficiali e alle community più affidabili resta fondamentale per restare aggiornati in sicurezza.
Anche se al momento si parla solo di un esempio tecnico, questo progresso conferma ancora una volta quanto la scena PS5 sia viva, determinata e in costante evoluzione.








