Anonymous ancora all’attacco: stavolta tocca ad Equitalia e Vaticano!

Dopo l’attacco di questo fine settimana a Trenitalia (LEGGI ARTICOLO), il gruppo conosciuto come il nome di Anonimous ha colpito ancora, questa volta è toccato ad Equitalia e al sito del Vaticano

Equitalia, azienda che si occupa di riscuotere…

i debiti dei cittadini verso lo stato, è stata colpita poco dopo l’attacco a Trenitalia, Anonimous ha rivendicato l’attacco con parole dure verso lo stato e l’azienda tributrice:

“Equitalia risulta impari e molte volte fuori luogo, ci sono preferenze verso personaggi famosi a cui viene chiuso un’occhio se trovati fuori legge. Ci sono stati casi di tentato suicidio da parte dei debitori, per la troppa pressione fatta dall’azienda tributaria e per i metodi non conformi alla riscossione del debito!.

Nella giornata odierna Anonimous ha attaccato il sito del Vaticano, tramite il sito della sua emittente radio: Radio Vaticano. Gli hacker hanno “esagerato” mettendo in rete una serie di nomi, accompagnate da password, di personaggi più o meno famosi.

Anonimous ha rivendicato tali attacchi con queste parole.

Per quanto riguarda Radio Vaticano:

I ripetitori usati con potenze di trasmissione largamente fuori dai limiti di legge. Ed è tristemente nota la correlazione fra l’esposizione a onde elettromagnetiche di elevata intensità e l’insorgere di gravi malattie neoplastiche quali la Leucemia, il cancro e svariate altre terribili patologie. Tanti cittadini che hanno la sfortuna di risiedere in prossimità dei vostri ripetitori hanno intentato cause legali, in seguito al declino delle loro condizioni di salute. Anonymous non può tollerare che questi crimini continuino impunti, e vi ricordiamo che siete “ospiti” sul suolo Italiano

Per quanto riguarda il Vaticano:

Oggi siete stati punti. Non avrete certo pensato di evitare la collera di Anonymous dopo la pubblicazione da parte di Imperva di un patetico report su un attacco alla santa sede da loro definito “un insuccesso”. Vi consigliamo di rivolgersi ad altre aziende, poiché quelle informazioni erano reperibili pubblicamente da chiunque avesse un minimo di dimestichezza con il web, ed in secondo luogo poiché, rendendole pubbliche, vi siete procurati un danno ancora maggiore

Chi sarà la prossima vittima???

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