Cobra Black Fin verso il reverse engineering

Oggi torniamo a parlare del Cobra Black Fin, il dispositivo dongle peer to peer è caduto tra le mani di emuonpsp.net, un noto sito di hacking giapponese che ne ha spulciato in fondo l’architettura interna.

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Per aprire il dispositivo basta rimuovere due viti, sfilando la scheda troviamo un circuito integrato FPGA (Field Programmable Gate Array) della Actel serie A3P250-VQG100.

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Per la comunicazione USB viene invece utilizzato un chip della FTDI (Future Technology Devices International, società privata scozzese) serie FT2232HL.

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Presente anche un ulteriore slot disponibile per un futuro microcontrollore nel caso in cui il numero delle variabili diventi elevato, questo ci fa pensare che ci troviamo di fronte ad una primissima versione dell’apparecchio, scherzi a parte ci sembra ridicolo spendere una cifra esorbitante per poi dover acquistare un secondo o terzo prodotto avanzato.

L’apparecchio costa quanto la Playstation Vita, e questo non è un bene, data anche la scarsità di titoli disponibili ad oggi per la console portatile, bisogna tener presente inoltre che la maggior parte degli indie vengono rilasciati anche su Playstation 3 e Playstation 4.

Mettiamo le mani avanti, il dongle avrà successo in Giappone, ma crediamo che in Europa non decollerà, stando anche ai recenti rumors riguardo il suo reverse engineering come già successo con il dongle True Blue e simili.



Source : emuonpsp.net


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